Possiamo parlare?

29/05/2007

(spero solo di non suscitare casini… e comunque chissenefrega, altrimenti vuol dire che non ne valeva la pena! :D )

Un paio di giorni fa è comparso un post sul planet internazionale di Ubuntu un po’ umoristico (almeno per me), riguardante una “extension” per il vostro (vostro perché non ne possiedo e molto probabilmente non ne possederò mai uno) iPod. Il prodotto in questione si chiama iGasm (non ricordo il link, googolate un po’…m attenti, potreste rimanere offesi!), e il nome dice già tutto!

Bene, questo post ha suscitato un po’ di scalpore tra alcuni lettori/lettrici del planet in quanto ritenuto immorale, offensivo… e si è concluso con l’uscita dal planet dell’autore stesso del post (uscita volontaria dopo la discussione avuta) e la cancellazione del post incriminato (e anche di tutti gli altri)…
Ora, che magari a qualcuno non piacesse l’oggetto in questione può passare, che forse qualcuno si scandalizzi a vedere o a sentir parlare di queste cose ancora la passo (tra l’altro il post non presentava niente di assolutamente offensivo o volgare)… ma che addirittura si metta in discussione la libertà di una persona di esprimersi, questo no!

Solo perché una persona si scandalizza a sentir parlare di “certe cose” altre persone non sono autorizzate a parlarne?

Mi sembra ci sia troppo “buonismo” in ciò… non puoi dire questo altrimenti quella persona potrebbe offendersi, bisogna stare attenti a quello che si dice per non offendere questo, quello e quell’altro… poi magari queste stesse persone rivendicano la loro libertà di parola… ma se la prendono se qualcuno in qualche modo li ha offesi… In questo modo non facciamo altro che limitare la nostra libertà di parola e la nostra stessa libertà.

Certo, libertà di esprimersi non significa dire tutto quello che passa per la lingua (attenzione non per il cervello) senza cognizione alcuna cadendo magari nel volgare, ma significa esprimersi civilmente ed educatamente anche riguardo argomenti che possono essere ritenuti “piccanti” (o qualsiasi altro argomento), facendo passare le parole per il cervello…

Siamo liberi e anche gli altri lo sono di ascoltarci/leggerci… non piace quello che abbiamo a dire? Basta che non ascoltino/leggano…

Solo perché una persona non si sente in qualche modo “sicura” di ciò che esprimo, questo non dovrebbe essere una limitazione alla mia libertà di esprimermi… e poi, insomma, siamo su internet, se ne vedono di cotte e di crude in giro per la rete (per non parlare di televisione e giornali) come si suol dire (che fa anche un po’ figo) siamo “out in the wild“.

Va beh, dai… sfogo finito… :D


235

14/05/2007

E per fortuna che non sono 300… altrimenti sì che c’è da aver paura! :D

Non è un numero da giocare al lotto o al superenalotto in qualche combinazione strana (dato che non ci sono abbastanza numeri sia nel lotto che nel superenalotto), ma sono, a quanto si dice, i brevetti proprietari di Microsoft che il software libero infrange… senza pagare una lira.

Bene, è già qualcosa… ora si sa quanti siano, ma quali non è dato sapere e forse mai si saprà (tra l’altro sembra che Microsoft sia l’azienda che infrange più brevetti di tutte).

A parte la mossa un po’ strana (ma non tanto) da parte di uscire con questi dati proprio ora, sembra che sia Microsoft ad aver paura… più che a farne.

FUD:

  • Fear: paura. E questa è la paura che Microsoft inizia ad avere, più di quella che pensa di fare.
  • Uncertainty: incertezza. L’incertezza di tutta la cosa… altro che instillare incertezza nelle persone che utilizzano GNU/Linux e software libero.
  • Dubt: dubbio. Idem come sopra. Il tarlo del dubbio ce lo hanno a Redmond.

Ok, che non piaccia il software libero è un dato di fatto, ma che uscisse con alcuni dati alla mano indica l’apertura delle ostilità. Credo che qualsiasi software al mondo vada contro alcuni brevetti, vista la proliferazione e la facilità con cui in alcuni paesi si rilasciano (concetto, a mio avviso, già di per sé discutibile) è semplice andare nell’illegalità. Basta pensare ai brevetti di Amazon (o era qualcun altro) sulle modalità di acquisto online tramite pochi clic del mouse, la proposta di brevettare l’apertura di un file/applicazione con un doppio clic… L’unica differenza ora è che Microsoft, invece di ripetere sempre la solita tiritera “Linux viola nostri brevetti” ora potrà dire “Linux e il software libero violano 235 brevetti”.

FUD.

Cosa spera di ottenere con questa nuova uscita?

Beh, dato l’accordo di Dell, alcuni paesi che adotteranno l’uso del formato ODF a discapito dell’OOXML per i documenti (e qui si parla anche di leggi indicanti questo), era ora di rimettere un po’ di paura nella gente riguardo il software libero.

Seconda cosa, penso volgia mettere un po’ in cattiva luce la prossima versione della GPL, in uscita per luglio. Perché? Questa licenza è stata modificata (anche) per non permettere più accordi come quelli avvenuti con Novell. Microsoft tramite questo accordo potrà distribuire dei certificati per la versione di GNU/Linux di Novell, SUSE Linux Enterprise Edition, diventando così un distributore di GNU/Linux… e includendo le sue IP (proprietà intellettuali, vedi brevetti) sotto la GPL.

Non sono parole a caso. Sembra proprio così, per lo meno stando a quanto dice Eben Moglen: distribunedo questi certificati anche dopo l’entrata in vigore della nuova licenza, Microsoft diventerà soggetta alla GPL.  La licenza è stata modificata anche per questo genere di cose.

E questa non è una bella prospettiva per Redmond.


Ubuntu e Dell… Dell e Ubuntu

03/05/2007

È un dato di fatto ormai… Dell (per lo meno negli Stati Uniti d’America) equipaggerà alcuni computer con Ubuntu.

Alcuni. Sembra che siano 3 i computer, anche se non si conoscono i modelli precisi.

Ma è tutto oro quello che luccica?

Spero di sì. Dell anni fa aveva già provato a intraprendere questa strada (con Mandrake se non ricordo proprio male), ma è finita in un nulla di fatto. Certo, i tempi sono maturati, Linux è cresciuto, è molto più bello ora… ma quali saranno i computer su cui si troverà Ubuntu già installato? Dell presenta dei modelli che non sono proprio “open” (schede video, wifi)… i computer saranno dei modelli “inferiori” ma completamente liberi da driver proprietari? Oppure pre-installeranno anche driver binari “closed source”? E ancora, Dell cambierà la sua linea di computer (non tutti ma alcuni) per includere hardware supportato da driver liberi? (per il momento ho i miei seri dubbi)

Dell pubblicizzerà per bene la cosa? Ci crede veramente? Avrà Linux lo stesso spazio (o anche una frazione) dello spazio pubblicitario dedicato a Windows e agli altri sistemi?

Il prezzo del computer sarà sempre lo stesso o (come dovrebbe essere) calerà almeno un po’?

L’accordo sta suscitando molto rumore nella comunità Linux (e forse anche non solo in questa) , ma ci sono ancora alcune cose non chiare (benché io sia molto entusiasta della cosa)… spero solo che tutto questo non si riveli una grossa bolla di sapone pronta a sparire in un paio di anni, ma che sia invece l’inizio di un qualche cosa di nuovo in grado di portare nuova vita a tutta la comunità Linux e perché no, in grado di portare i valori del software libero a molte più persone.

Prepariamoci, speriamo,  ad affrontare orde di nuovi utenti! :D