LF esprime la sua su OOXML

Era ora dire… finalmente la Linux Foundation si è espressa ufficialmente a riguardo del formato OOXML che deve essere valutato da ISO per diventare uno standard.

La situazione sembra essere molto complessa anche perché le procedure per la ratificazione da parte di ISO sono un po’ macchinose e soprattutto perché Microsfot sembra stia ricorrendo a dei piccoli sotterfugi.

Sotterfugi, purtroppo, diciamo “legali”, nel senso che sono ammessi da ISO.

In parole povere? Nell’ultimo periodo si sono aggiunti qualcosa come 10 nuovi paesi con facoltà di voto all’interno di ISO. Ogni paese è rappresentato da un ente che garantisce per quel paese in materia di standard e quant’altro. Questo ente è formato da aziende locali o anche da persone fisiche che si spera sia competenti in materia. Il problema fin qui non sussisterebbe… è tutto lecito. Il problema sussiste però quando le aziende che  fanno parte di questi enti sono in maggior parte “Microsoft Certified Partner” (praticamente sono partner di Microsoft in quanto commercializzano i suoi prodotti e sfruttano le sue tecnologie).

La materia non è facile e il compito di ISO neppure… però se le cose stanno così, se Microsoft sta spingendo i suoi partner affinché diventino membri votanti all’interno di ISO, questo è un mero sotterfugio per far approvare a tutti i costi un suo formato.

ISO molto probabilmente ne perderebbe di credibilità (per lo meno da chi queste cose le vede nell’ottica di standard aperti e liberi), per Microsoft sarebbe una clamorosa vittoria (e clamorosa e sconcertante lo sarebbe sicuramente).

Fra poco lo diranno anche i sassi che il formato OOXML non è affatto aperto e libero. Se Microsoft vuole dimostrare di essere veramente conforme agli standard, perché non si adegua agli standard già esistenti? (non mi riferisco a ODF, ma a tutti gli altri standard tipo il formato delle date, gli standard per la grafica nei documenti, per i codici delle lingue, le formule matematiche…) Perché utilizzare funzioni proprie di suoi sistemi operativi? chi potrà mai usarle? Chi implementarle?

L’Italia, rappresentata dall’ente UNI, ha espresso un parere negativo… e comunque l’ente UNI non è stato esente dalla pratica di Microsoft e dei suoi partner di accorrere a iscriversi all’interno dell’ente.

Il 2 settembre si chiudono le votazioni…

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